La questione dell’accordo di « informato » torna in ogni e-mail professionale, ogni resoconto, ogni messaggio formale. Bisogna scrivere « vi tengo informato », « informata », « informati »? La risposta dipende da un meccanismo grammaticale preciso, ma si complica non appena il pronome « voi » entra in gioco, poiché maschera sia il genere che il numero della persona interessata.
Participio passato aggettivo o accordo con « avere »: due meccanismi da non confondere
La confusione più frequente consiste nell’applicare la regola del participio passato usato con l’ausiliare « avere » dove non c’è affatto ausiliare. In « vi tengo informato », il verbo coniugato è « tengo ». La parola « informato » funziona qui come un aggettivo attributo del COD « voi ».
Si accorda quindi in genere e numero con questo pronome, esattamente come in « vi trovo stanco » o « vi credo sincero ».
La costruzione « mi ha informato(a) » obbedisce a un’altra logica. « Informato » è questa volta un participio passato coniugato con « avere ». L’accordo dipende dalla posizione del complemento oggetto diretto: il COD « mi » è posto prima del verbo, quindi l’accordo si fa. Se « mi » designa una donna, si scrive « mi ha informata ». Se « mi » designa un uomo, « mi ha informato » rimane invariabile di genere.
Confondere questi due casi equivale a trattare la questione dell’accordo di informata e informato come un blocco unico, mentre la grammatica francese distingue nettamente l’attributo del COD e il participio passato con « avere ».

Accordo di « informato » con « voi »: i quattro casi concreti
Il pronome « voi » è il nodo del problema. In francese, può designare una sola persona (voto di cortesia) o più persone. E in ogni caso, il genere delle persone interessate cambia la terminazione.
- Voi designa un uomo solo: « vi tengo informato » (maschile singolare, nessun segno visibile).
- Voi designa una donna sola: « vi tengo informata » (aggiunta del -e femminile).
- Voi designa più persone di cui almeno un uomo: « vi tengo informati » (maschile plurale, aggiunta del -s).
- Voi designa un gruppo esclusivamente femminile: « vi tengo informate » (femminile plurale, -es).
L’accordo non dipende mai dalla persona che scrive, ma sempre da quella a cui il messaggio è indirizzato. Un uomo che scrive a una donna annoterà « vi tengo informata ». Una donna che scrive a un uomo annoterà « vi tengo informato ». Questo errore di attribuzione è uno dei più diffusi nelle e-mail professionali.
Redazione epicena: aggirare il problema quando il destinatario è sconosciuto
In un’e-mail collettiva o in un modulo tipo, può capitare di ignorare il genere o il numero dei destinatari. Bisogna allora scrivere « informato(a)(i) » con parentesi?
L’Ufficio québécois della lingua francese raccomanda formulazioni epicene che evitano di scegliere una terminazione. Invece di « vi terrò informato(a)(i) », si può scrivere « vi trasmetterò le informazioni » o « vi comunicherò il seguito ». Il significato rimane identico e il problema dell’accordo scompare.
In Francia, il quadro è più restrittivo per i documenti amministrativi. La circolare del 21 novembre 2017 relativa alle regole di femminilizzazione raccomanda di non utilizzare forme abbreviate come il punto mediano nei testi pubblicati nel Journal officiel. Il punto mediano non è considerato una soluzione accettabile in questo contesto normativo.
Quando la riformulazione non è possibile
Alcune frasi non si prestano alla riformulazione epicena senza perdere in chiarezza. « Vi terremo informati sugli sviluppi del vostro dossier » porta una sfumatura di impegno che « vi comunicheremo gli sviluppi » non rende del tutto. In questo caso, il maschile plurale rimane la forma predefinita nella grammatica tradizionale quando il pubblico è misto o indeterminato.

Verbo « informare » coniugato: i tranelli dell’infinito e del futuro
Un’altra fonte di errori riguarda la confusione tra « informare » (infinito) e « informato » (participio passato). Il metodo classico funziona bene: sostituire con un verbo del terzo gruppo come « vendere ». Se « venduto » passa, scrivere « informato ». Se « vendere » passa, mantenere l’infinito « informare ».
Al futuro, « vi terremo informati » non presenta difficoltà di accordo sul verbo stesso, ma la terminazione del participio rimane soggetta alle stesse regole. Il tempo del verbo « tenere » non cambia nulla all’accordo del participio: presente, futuro, condizionale, « informato » si accorda sempre con il pronome che qualifica.
Il caso del pronome « noi »
« Grazie di tenerci informati » segue la stessa logica. Se « noi » designa un gruppo misto o maschile, si scrive « informati ». Se « noi » designa esclusivamente donne, « informate » si impone. Il tranello è identico: l’accordo si fa con il referente reale del pronome, non con il soggetto della frase.
La difficoltà dell’accordo di « informato » dipende meno dalla regola stessa che dall’identificazione precisa della parola con cui il participio deve accordarsi. In « tenere informato », è un attributo del COD. In « avere informato », è un participio passato con « avere ». Due costruzioni, due riflessi. Identificare quale sia in gioco nella frase è sufficiente, nella grande maggioranza dei casi, per scegliere la giusta terminazione.



